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Davide Oldani: la mia cucina è POP
Cucina umile, con ingredienti ottimi e di stagione, ma non per questo costosi. Nel ristorante D'O e libro: L'arte di caramellare i sogni …
La prima volta che ho incontrato Davide Oldani credo sia stato un paio di anni fa, alla Tv, un’intervista su un canale satellitare ed è stato subito colpo di fulmine.
Semplice ma elegante nel parlare, tutt’altro che sofisticato, raffinato nel raccontare le sue idee sulla nuova cucina, creativo ma concreto; insomma: il cuoco perfetto.
Scopro che è nato a Milano, ha quarant’anni e che ha studiato e lavorato con i più grandi chef del calibro di Gualtiero Marchesi, Albert Roux, Alain Ducasse.
Non teme confronti e dopo anni di gavetta nelle cucine di blasonati ristoranti europei nel 2003 apre un ristorante fuori Milano, un laboratorio di sperimentazioni che ben presto si aggiudica una stella Michelin.
Leggo una citazione da lui rilasciata ad un quotidiano:“La mia cucina è pop, che vuol dire popolare. Fare cucina pop vuol dire cercare di arrivare a tanti e non più soltanto a pochi, proponendo degli ingredienti ottimi ma non per questo costosi, con esecuzioni rapide e corrette”.
Fantastico, quello che cercavo: un artista pop dell’arte del palato, uno scultore di piatti sopraffini,
sublime connubio tra l’essenziale ed il superfluo; un creativo ed un innovatore, ma alla portata di tutti.
In libreria scopro che La mia cucina POP è anche il titolo del suo ultimo libro (edito da Rizzoli), in cui racconta la sua filosofia, il concetto di cultura gastronomica che rivaluta il territorio e rispetta della stagionalità dei prodotti.
“Pop è anche la stagionalità degli ingredienti: uso solo prodotti che si trovano nel momento del gusto migliore e della massima offerta sul mercato, ma creo accostamenti originali e lavoro gli ingredienti in modo innovativo, sano e leggero”.
Il sottotitolo L’arte di caramellare i sogni è già una dichiarazione di intenti: “La cipolla caramellata: lì credo stia tutto il mio essere pop e anche il sogno della mia vita. Non si tratta di cucina povera, quanto piuttosto di cucina umile, perché creata e portata in tavola con una sana dose di umiltà, una virtù che dovrebbe estendersi a tutti gli ambiti della vita”.
Decido di conoscerlo finalmente di persona, trovo il numero di telefono e provo a rintracciarlo. Ma è sempre occupato. Richiamo il giorno dopo, ancora niente da fare. Ci riprovo e finalmente riesco a prendere la linea, mi rispondono. Non è lui. So che il ristorante è sempre pieno, difficile da contattare, difficile trovare un posto.
Chiedo gentilmente quale sia la prima data libera: altrettanto gentilmente la voce dall’altra parte del telefono mi risponde che bisognerà aspettare fino a gennaio del prossimo anno. Appendo e aspetterò, nel frattempo mi scarico sul cellulare le novità gastronomiche, le ricette e il perfetto menù di Oldani sul Blackberry.
D’O di Davide Oldani - via Magenta 18 Cornaredo frazione San Pietro All’Olmo – Milano - T. 02/9362209
daniela negri
