in breve starring
The BSoD ‘In Stasi Perpetua’
Cantare la noia, presenza assidua di tutta la vita. E invitare ad una piccola riflessione: godere delle piccole cose al massimo. Uno dei contenuti del disco dei The Bastard Sons of Dioniso, gruppo rock della trasmissione X Factor.
Se t’annoi… ‘non perdere il tempo e godi appieno del cambio di tonalità ’: il primo è il titolo e il secondo il consiglio della prima canzone dei The Bastard Sons of Dioniso nell’album In Stasi Perpetua (Sony Music/Rca), gruppo rock che ha partecipato alla trasmissione musicale X Factor di Rai2.
L’energia del trio dei Bastardi cresce nelle valli alpine del Trentino con due dischi autoprodotti (2006 – 2007) e innumerevoli concerti liberi da case discografiche e agenti. Con Sony Music esce un EP, L’Amor Carnale, che conta due pezzi inediti e poi il primo vero album (In Stasi Perpetua) con Gaudi (loro vocal coach di X Factor) nel ruolo di produttore artistico.
Michele, Federico e Jacopo raccontano il filo conduttore di ogni brano dell’album ai fan nel video del loro sito che riassumiamo attraverso le loro parole:
“Se t'annoi canta la noia che è presente durante tutta la vita e invita ad una piccola soluzione cioè godere delle piccole cose al massimo per non cascare nel vortice di una vita appunto noiosa; Mi par che per adesso è una visione concettuale di Jacopo su Claudio Monteverdi e la sua opera L’Orfeo.
Nothing to talk about dà piacere all’arte di arrangiarsi a fare le cose senza aspettare l’aiuto degli altri e Una canzone probabilmente inutile diviene l’ ironica risposta ai critici o a chiunque cercherà nei loro testi di trovare qualcosa da rigirare loro contro.
Cantare Io non compro più speranza illumina faville negli occhi dei ragazzi e per loro è perfetto così avvertendo che manca pure il ritornello in questo testo.
War is over (Children of the grapes) è il brano serio e più profondo: prospetta una fine del mondo che arriva con la fine dell’umanità , diretta e principale causa della morte del pianeta, il fattore umano e la poca umanità sono il distruttore di tutto.
Senza colore rappresenta la loro nuova maturità musicale e la sperimentazione (ad esempio il sottofondo di un gruppo di suore computerizzate che cantano), mentre Dal risveglio in poi si interroga sul problema della tosse che non si vuol fermare e prende contemporaneamente tutti e tre.
Versa la mia testa tratta di una parentesi di tristezza e della voglia di farsi compatire dalla persona amata bilanciata da Typical Piné night, il ricordo di una serata goliardica.
Ease my pain fu scritta qualche anno fa dentro il coperchio di una scatola da scarpe, di getto è uscito un ritornello ripetuto all’infinito cui sono state poi aggiunte alcune strofe per rompere la monotonia (ma non troppo). “
Andrea Rosso, direttore creativo del brand 55DSL e scopritore di tendenze e artisti emergenti, è stato colpito dal talento e dalla forte immagine della band decidendo di supportarli e sponsorizzarli con la linea 55DSL, realizzando anche una t-shirt in edizione limitata.
Parte del ricavato dalla vendita sarà devoluta a Rezophonic, l’iniziativa umanitaria per il sostegno del progetto idrico di AMREF Italia che ha come scopo la realizzazione di pozzi d’acqua nel Kajiado, una delle regioni più aride dell’Africa e del mondo. Bastardi fuori, ma non dentro.
∞barbara tassara∞
