WE magazine

lounge around

Berlino anima & cultura

Viva e affascinante, tutt’oggi un immenso cantiere. Perché il destino della metropoli “è quello di non essere mai, bensì di trovarsi in un continuo divenire”.

Berlino ha il fascino della città morta e risorta diverse volte: sfigurata e rasa al suolo durante la II Guerra Mondiale, per lungo tempo divisa in due, specchio della divisione interna di una nazione. Allo stesso tempo è un luogo creativo e geniale con idee e tendenze uniche e originali che ha subito dei cambiamenti impressionanti negli ultimi venti anni.

Ieri. È il 1989 e in tv scorrono le immagini della folla accalcata davanti ai checkpoint; le guardie della frontiera aprono i cancelli ed in un attimo grida, abbracci, pianti di felicità.

Oggi. Il Muro, il triste simbolo della divisione, è scomparso e ciò che ne resta, la East Side Gallery, si è trasformato in una galleria d'arte a cielo aperto, un’enorme tela su cui artisti di tutto il mondo hanno dipinto colorati murales che si ispirano a idee di libertà e di democrazia.

Berlino è diventata una città cosmopolita, piena di attrazioni artistiche e culturali, in cui nascono nuovi stili di vita, si ammirano le ultime tendenze architettoniche e si respirano nuove culture.

Una città per alcuni versi curiosamente non tedesca: treni e tram non sono sempre puntuali, alcune zone della città sembrano sporche e decadenti, ovunque aleggia un po’ di disordine.

In una continua evoluzione, in cui il passato non viene dimenticato bensì fissato nella memoria attraverso la modernità, come dimostrano la costruzione del suggestivo Museo Ebraico o il Monumento all’Olocausto a Tiegarten, il Reichstag, sede del Parlamento tedesco con la cupola trasparente che si può percorrere anche durante le sedute a simboleggiare la purezza e la trasparenza della politica.

Percorrendo Unter den Linden fino a raggiungere Museuminsel, l'Isola dei Musei dichiarata patrimonio dell'umanità, si possono ammirare l’altare di Pergamon, la Porta di Babilonia e Neues Museum (riportato in vita dall’architetto David Chipperfield) che ospita anche il busto di Nefertiti.

Gli architetti che hanno lavorato alla ricostruzione di Berlino, per anni e tutt’oggi un immenso cantiere, hanno saputo esprimerne l’anima in continua evoluzione e la modernità che si respira dappertutto, con il suo fulcro in Potsdammer Platz, riqualificata da Renzo Piano e divenuta una vera e propria enciclopedia di architettura a cielo aperto.

Berlino si vive, immensa nell’architettura tra avanguardia e passato, divertente di notte e soprattutto a misura d’uomo: la attraversa una ragnatela di piste ciclabili, sveglia di notte e sempre dinamica con mostre, locali, ristoranti e negozi che quasi tutti non sbagliano un colpo.

Un esempio? Dal Mitte, il cuore di oggi, verso nord in Prenzlauer Berg, quartiere eco-chic con negozi e atelier di moda e design, cinema d’essai, caffè e luoghi d’arte, teatri, biergarten e centri di creatività.

Ancora indirizzi curiosi da visitare: Sgt Pepper, abbigliamento vintage; Supamat orientato allo stile street wear e Luxus, dove si possono trovare tutti i simboli della città riletti in chiave street-art.

Oppure girando per Kollwitzplatz e Helmholtzplatz, si entra nella libreria dell’eros Lustwandel e in Strandbad, nella Raumerstrasse e per bancarelle dei prodotti biologici (ogni sabato).

Poco lontano sorge Tacheles (Oranienburgerstraße) ritrovo di artisti e locali underground in una sorta di atélier aperto. Spostandosi verso il quartiere Neue Mitte troviamo gli Hackesche Hoefe, un enorme labirinto di case e cortili in Jugensthil con posti di culto come l’Oxymoron, discoteca dove si può ballare già all’ora dell’aperitivo, e Berlinerklamotten la moda di tendenza per 40 marchi diversi.

Imperdibile a Friedrichshain (Frankfurter Allee) Berlinomat, una vasta area che riunisce 150 marchi berlinesi di moda, arredamento, accessori e che presenta anche le creazioni dei migliori (e sconosciuti) studenti delle scuole di moda della città.

“Il destino di berlino è quello di non essere mai, bensì di trovarsi in un continuo divenire” (Karl Scheffer, filosofo tedesco)

 

deborah zaccagnini

Berlino anima & cultura
Berlino anima & cultura
Berlino anima & cultura